Sviluppo Sostenibile Comelicopedia

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Cos'è lo sviluppo sostenibile della montagna?

Possiamo affermare che la montagna, e il Comelico in particolare, è sia un concentrato di problemi che di opportunità. I problemi derivano dal fatto che, a causa dei vincoli imposti dalla sua orografia,  la montagna ha sempre avuto un ruolo marginale e subalterno nel contesto delle dinamiche di sviluppo economico che hanno per lo più privilegiato le pianure causando alle aree montane un progressivo depauperamento.  D’altra parte le opportunità scaturiscono dal fatto che, grazie forse anche alla loro marginalità nel sistema economico generale, le montagne possiedono ancora una grande riserva di risorse non sciupate. Si tratta non solo delle risorse naturali fondamentali perché rinnovabili - come suolo, vegetazione, legno ecc. - che rappresentano i beni collettivi attorno ai quali vengono costruiti i servizi ambientali prodotti dalla montagna per la generalità delle popolazioni, ma di numerosi altri beni e servizi in cui queste risorse possono essere combinate ai saperi sia tradizionali che recenti  per essere tradotte in valore economico soprattutto grazie alla loro peculiarità. Quest’ultima ipotesi rappresenta una prospettiva interessante per le aree montane. Maggiore sarà il contributo di questo fattore combinatorio, più importante diventerà il beneficio che potrà derivarne alle popolazioni montane in termini di reddito e di opportunità di lavoro che sono ora alquanto scarse.

Da questo punto di vista potremmo affermare che la montagna ha già sperimentato nella sua storia, in quanto luogo di atavica ristrettezza, un modo di produrre e consumare ‘sostenibile’, ovvero una produzione rispettosa dei vincoli imposti dalla natura e un consumo privo di conseguenze per l’ambiente. Oggi quel modo di vita può costituire motivo di riflessione e ispirazione per una nuova progettualità che possa dare slancio all’economia montana e quindi una prospettiva di lavoro migliore. I temi principali su cui è necessario insistere nel perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile sono i seguenti:

Innovazione: Non vi può essere sviluppo sostenibile senza la realizzazione di un profondo processo di innovazione (inversione di rotta rispetto ai modelli di vita attuali) che deve realizzarsi contemporaneamente su tre livelli: tecnologico, normativo (o istituzionale) e consumistico. Un esempio tipico è costituito dall’architettura in area montana. Per esser considerata tale, questa si dovrà trasformare in senso tecnologico (ovvero abbandonare la tecnologia del cemento armato per abbracciare quella del legno), sotto il profilo normativo (nuove norme urbanistiche ed edilizie per un’edilizia locale di tipo biologico), tutto ciò porterà rilevanti cambiamenti nei modi d’uso del territorio e del bene casa.

Massimo utilizzo delle risorse locali:  il criterio di sviluppo sostenibile presuppone l’autosufficienza nell’uso delle risorse. La montagna si connota per un marcato sottoutilizzo delle risorse esistenti (legno, acqua, foraggi). Lo sviluppo sostenibile vuol dire innanzitutto trovare le cause di questo sottoutilizzo e quindi intervenire per sanarle.

Economia integrata all’ambiente: ovvero un’economia che per crescere non porti danno all’ambiente. Le aree montane possono sviluppare nuove attività in pieno rispetto dei vincoli imposti allo sfruttamento delle risorse ambientali tra le quali il paesaggio montano rappresenta il bene principale a condizione che vengano applicate le competenze scientifiche più avanzate. Non è invece compatibile con il concetto di sviluppo sostenibile l’applicazione di norme settoriali di difesa dell’ambiente sempre che non includano provvedimenti per lo sviluppo delle  attività umane appartenenti ai settori produttivi.

Promuovere azioni con effetti a lungo termine: questo è un aspetto alquanto problematico nella misura in cui le politiche attivate dagli organi competenti tendono per lo più  a produrre effetti a breve termine. La stessa VAS – procedura di valutazione politico-amministrativo di recente introduzione – predilige la valutazione degli effetti a breve in quanto trattasi di fenomeni più facilmente individuabili. Al contrario l’obiettivo della sostenibilità richiede un orizzonte lungo d’azione.

Maggiore consapevolezza della comunità di utenti: è oramai accertato che la consapevolezza delle potenzialità e dei limiti di una comunità locale sta alla base delle possibili scelte di sviluppo di un’area. La consapevolezza può essere creata solo attraverso un processo che è di partecipazione e di apprendimento collettivo alle problematiche inerenti allo sviluppo. La costruzione della Comelicopedia risponde appieno a questa esigenza.

Concludendo: in questa pagina si è tentata una sintesi estrema del modo in cui gli autori della Comelicoperia vedono la prospettiva dello sviluppo sostenibile della montagna e del Comelico in particolare. L’utente della Comelicopedia potrà trovare importanti contributi sul tema come ad esempio quelli proposti dalla Comunità Europea. Altri sono disponibili in rete grazie al fatto che il tema della sostenibilità è stato a lungo studiato e sviscerato dai vari esperti sulle politiche di sviluppo. In molti casi si tratta di contributi non omogenei, derivanti da posizioni teoriche anche contrastanti. Noi abbiamo cercato di seguire un approccio pragmatico, ovvero immaginare di essere guidati da una tale definizione del concetto di sviluppo sostenibile (vedi i tre punti sopra indicati) che non potesse essere contestata dai futuri utenti della Comelicopedia.

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